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Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca
Il giorno 6 febbraio 2018, presso l’ANVUR, si terrà un workshop dal titolo “Le competenze in ambito universitario”.
Saranno presentati contributi e ricerche sul tema della rilevazione delle competenze trasversali e disciplinari nelle università italiane e in alcune esperienze internazionali, al fine di poter riflettere sulle buone pratiche e di avviare un confronto costruttivo sui progetti in corso.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti. È possibile iscriversi al seguente indirizzo:
https://avacall.cineca.it/eventi.php/showevento/20
ANVUR diffonde oggi, 16 gennaio 2018, un insieme di informazioni analitiche relative alle valutazioni effettuate per l’assegnazione del Fondo di Finanziamento Attività Base di Ricerca (FFABR). Da oggi, tutti coloro che hanno fatto domanda avranno accesso, nella sezione FFABR della propria pagina personale Loginmiur, alle valutazioni ricevute da ogni pubblicazione presentata. Contestualmente, nella sezione FFABR del sito ANVUR è possibile consultare le tabelle per la valutazione bibliometrica dei prodotti sottoposti alle procedure FFABR; è inoltre disponibile un documento analitico di accompagnamento che descrive nel dettaglio il contenuto e il significato delle informazioni contenute nelle suddette tabelle.

ANVUR pubblica oggi, 18 dicembre 2017, le risposte a alcune domande frequenti ricevute circa l’esito della procedura relativo al Fondo il Finanziamento Attività Base di Ricerca (FFABR)

Dipartimenti universitari di eccellenza 2018-2022. L'ANVUR pubblica oggi 9 gennaio 2018 nella sezione DIPARTIMENTI l'elenco dei 180 Dipartimenti che sono risultati assegnatari del finanziamento.

Come stabilito dalla Legge 11 dicembre 2016, n. 232, articolo 1, comma 328 e comma 331, lettera d, pubblichiamo oggi 9 gennaio 2018 nel sito istituzionale dell’ANVUR, nella sezione Dipartimenti, l’elenco dei 180 Dipartimenti che sono risultati assegnatari del finanziamento, così come comunicato dalla Commissione nominata con Decreto Ministeriale n. 262 del 11 maggio 2017
 
Per una migliore comprensione delle tabelle pubblicate, si ricorda che:

1) in base al comma 324 della Legge 232/2016, il numero di Dipartimenti finanziabili in ciascuna Area CUN è stato definito con lo stesso Decreto 262/2017;

2) in base ai commi 325-327 della legge 232/2016 e come comunicato agli Atenei all’avvio della procedura le graduatorie dei Dipartimenti sono state determinate dalla Commissione in due fasi successive:
 
a) nella prima fase, sono state valutate le domande presentate dai Dipartimenti (indicati con “Sì” nella colonna “Fase 1” delle tabelle allegate) che hanno ottenuto il miglior punteggio dell’indicatore ISPD all’interno di ciascuna Università, assegnando a ciascuna un punteggio compreso tra 1 e 30; tali Dipartimenti sono stati ordinati sulla base della somma dei punteggi ottenuti per i criteri di Coerenza e Fattibilità. In caso di pari merito, l’ordine tiene conto del punteggio attribuito alla Fattibilità e, successivamente, dell’ISPD. Sulla base dei criteri fissati dalla Commissione, sono stati ammessi al finanziamento solo i Dipartimenti con un punteggio complessivo attribuito almeno pari a 15;
 
b) nella seconda fase, sono state prese in esame le rimanenti domande e ai Dipartimenti è stato attribuito un punteggio tra 1 e 100 punti, di cui al massimo 70 punti attribuiti in base all’ISPD secondo una formula lineare e al massimo 30 punti attribuiti in base alla valutazione del progetto dipartimentale di sviluppo da parte della Commissione secondo i medesimi criteri di Coerenza e Fattibilità; tali Dipartimenti sono stati ordinati in base al punteggio totale attribuito. In caso di parimerito, l’ordine tiene conto del punteggio totale attribuito al progetto e, successivamente, di quello relativo alla Fattibilità.    

Lo scorso 28 novembre  l’ANVUR ha completato le procedure relative al Finanziamento delle attività base di ricerca di cui all’articolo 1, commi 295-302, della legge 232/2016. Si presentano ora alcune analisi degli esiti delle procedure con riferimento alla partecipazione dei destinatari (professori di seconda fascia e ricercatori delle università statali), ai beneficiari e alle tipologie dei prodotti presentati.

In seguito alle modifiche intervenute sulla disciplina che regola la valutazione della performance, l’ANVUR pubblica una nota di indirizzo per le università statali e gli enti pubblici vigilati dal MIUR, a integrazione delle Linee Guida del 2015 che pertanto si intendono valide anche per il 2018.
La nota è consultabile all’interno della pagina dedicata alle Linee Guida.
 
Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tra sapere e saper fare
La presenza e il ruolo delle professioni ordinistiche nell’università

Quando si pensa all’Università si pensa alla ricerca e a una didattica ad essa ispirata, e ora anche all’impatto che esse hanno sulla società, la “Terza missione”. Ma l’Università ha anche una forte e specifica presenza di corsi strettamente legati a professioni, costituite in Ordini o Collegi, che preparano i futuri liberi professionisti di domani. Non a caso nel mondo anglosassone facoltà come quella di legge vengono chiamate per esempio Professional Schools. L’ANVUR ha realizzato per questo un primo studio dal titolo “Le Professioni nell’università”, che analizza la presenza delle libere professioni ordinistiche nell’Università.

L’ANVUR ha finora affrontato con successo la valutazione della ricerca attraverso le VQR e con AVA quella della didattica, che con l’accreditamento e presto la valutazione dei dottorati ha toccato anche la sfera più direttamente legata alla ricerca. Stiamo inoltre lavorando per giungere a un modello di valutazione della Terza missione che riesca a riconfigurarla come impatto -economico, sociale, culturale - e possa quindi analizzarne realisticamente il ruolo, ponendo così le basi per il suo potenziamento.” – dichiara Andrea Graziosi, presidente ANVUR – “Oggi, questo primo studio ci consente di avviare una riflessione sulla possibilità affiancare anche una specifica valutazione della presenza e della qualità delle professioni nell’Università, prendendo in considerazione non solo la capacità e il livello professionale di docenti e ricercatori, e la formazione ricevuta dagli studenti, ma anche per esempio l’esperienza dei tirocini professionalizzanti, già per esempio presenti all’interno dei corsi di area sanitari.

Circa il 70% degli studenti che ogni anno si laureano nei corsi di laurea magistrale e a ciclo unico è in possesso del titolo di studio richiesto come requisito per l’accesso all’esame di abilitazione necessario per poter esercitare la libera professione.
In quasi tutti i settori indagati, forse in parte con l’eccezione dei corsi di medicina, emerge la necessità di sostenere e integrare la formazione accademica con un’esperienza professionale, sperimentando nuove modalità di integrazione tra didattica universitaria e sperimentazione professionale, agendo sull’offerta formativa, sulle modalità di collaborazione professionale e sulle modalità di tirocinio.

Anche se non tutti i laureati intraprenderanno la libera professione, resta evidente l’interesse del sistema universitario ad assicurarsi i migliori professionisti e a garantire il miglior insegnamento professionale.” - afferma Paolo Miccoli, consigliere ANVUR e coordinatore dello studio – “Preso atto dell'importanza di questa presenza negli Atenei, si può pensare come si possa migliorare attraverso la valutazione la preparazione degli studenti all’esercizio delle professioni ordinistiche e, naturalmente, affrontare le criticità da risolvere.”

Temi emersi
Questo studio ha identificato vari temi su cui l’ANVUR invita a una riflessione. In primo luogo l’ANVUR ha cercato di analizzare e stimare la presenza delle libere professioni ordinistiche all’interno dell’università considerando dati come la composizione per gruppi disciplinari della popolazione studentesca, l’organizzazione dei corsi di studio più direttamente rivolti al mondo delle professioni ordinistiche, il coinvolgimento diretto dei professionisti come docenti di ruolo che optano per il tempo definito per esercitare la professione, o come docenti a contratto.
In secondo luogo sono stati analizzati il tirocinio per l’accesso alla professione, i tassi di abilitazione all’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo professionale e la “propensione” alla professione dei laureati nei corsi di laurea specialistica o magistrale.
Inoltre sono stati analizzati temi quali la mobilità dei professionisti in entrata e in uscita dall’Italia e la necessità di definire i cosiddetti “saperi minimi” o un core curriculum per i corsi di studio legati alle libere professioni ordinistiche. Questi e altri temi verranno discussi in due tavole rotonde, dopo la presentazione di dati relativi a tutti questi aspetti.

Roma, 12 dicembre 2017 - Manuel Bertin Cell.329-3548053 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

IL DETTAGLIO NELLA SCHEDA

LIBRO: LE PROFESSIONI NELL'UNIVERSITA'