Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca

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TECO -Test sulle competenze di carattere generalista

Sperimentazione della Valutazione sugli Esiti effettivi dell’Apprendimento di natura Generalista dei Laureandi Italiani attraverso un Test

RAGIONI

Sussistono sia ragioni formali che sostanziali. Fra le prime rivestono un ruolo particolarmente importante le norme, le prassi e gli accordi a livello della UE. Motivi sostanziali sono quelli espressi dai vari stakeholders interessati al miglioramento dei learning outcomes dei nostri Atenei: le imprese che sempre più chiedono alle Università di verificare e promuovere anche le competenze di natura generalista (problem solving, critical thinking, ability to communicate), oltre che quelle specialistiche; le famiglie che sempre più comprendono che l’occupabilità nel tempo dei figli è legata a tali competenze, date la rapidità del progresso tecnico, la necessaria mobilità cui essi saranno assoggettati in termini di settori e luoghi di impiego, le prove di adattabilità nella lingua e cultura cui dovranno sottoporsi nel mondo della globalizzazione; i docenti che riconoscono che queste competenze non costituiscono oggetto precipuo del loro insegnamento e suppongono che se il test PISA sui quindicenni individua carenze di tal genere sui ragazzi italiani, è ipotizzabile che esse non siano del tutto colmate quando i giovani raggiungono i 21-22 anni; la PA che sa di dover dare il massimo rendimento alle risorse pubbliche estratte dal contribuente e allocate alle Università in ragione della loro qualità accertata didattica e scientifica, e riconosce che la produttività del lavoro, da tanti anni in declino o stagnante nel nostro Paese, è molto legata alle competenze di carattere trasversale.